22/12/14

La mia rana è bella



Ho inviato il manoscritto alle case editrici. Non ho aspettative elevate. Se non riceverò risposte positive, semmai mi risponderanno, lo autopubblicherò.
Ho lottato, alla fine, con questo libro. Da un lato volevo che viaggiasse da solo, dall'altro non volevo trasformare le migliaia di parole in un pdf . Lo consideravo ancora parte del mio "dentro".
Ho pensato che, comunque, gran parte del materiale era già "fuori" da un pezzo, aveva già viaggiato, seppur anonimamente, in questo blog, dunque, mi sono deciso. Questo tira e molla con me stesso mi ha innervosito, però, e mi ha reso incandescente. Non m'aspettavo una difficoltà di questo tipo, non adesso.
Nervoso, stavo mandando a quel paese anche un mio amico che mi ha fatto rilevare come nella foto che vedete e che uso in un altro social, sembri un cantante neomelodico partenopeo. Molto cattivo. Oggi m'ha detto che sembro un bombarolo pronto alla strage. Mio padre mi ha suggerito di togliere la stessa foto da skype perché è brutta, quella di prima che sembravo un diciottenne alla festa dell'ultimo giorno di scuola, gli piaceva di più.

Adesso sto vivendo in una specie di limbo motivazionale.
Sono in attesa di una trasformazione che non sto pilotando.
Non è male come situazione.
Se non che sogni, più volte, ultimamente, piogge torrenziali, inondazioni, fiumi di fango che mi sommergono.

Al banchetto delle cianfrusaglie natalizie in vendita per beneficenza allestito a scuola delle mie figlie, tra robe coi pizzi e merletti,  portarotoli di carta igienica, presine varie e angeli di stoffa dorata, sono stato calamitato da una rana portacandele di peltro con dei brillantini. Mia moglie l'ha definita orribile. Io, tra tutti quei ricami, stelline e babbi natale, non ho notato altro che quella rana.
Mi chiamava. E' un souvenir indonesiano inquietante, in effetti. Subito ho pensato al simbolismo connesso: la voce dell'aldilà, l'inconscio sfrontato che si manifesta, la trasformazione, il cambiamento, purificazione e catarsi, l'acqua.
Lo metterò nello studio, accanto alla scultura lignea che rappresenta un abbraccio e che qualcuno, una volta, interpretò come una vagina.

Ieri mattina sentiamo piangere dal bagno. La piccola si guarda allo specchio e singhiozza. Mia moglie le chiede cosa abbia. Muta. E piange. Io, col mio solito savoir faire, la prendo per le braccia implorandole di parlare: "Dove hai male? Cosa ti sei fatta? Dov'è il sangue?".
Non parla.
Finchè, tra un singhiozzo e l'altro, confessa il suo disappunto: "Ho chiesto a papà di pettinarmi e guarda come mi ha conciata!".
In effetti l'avevo pettinata usando un po' di gel qui e là, soprattutto nel ciuffetto, mica una tragedia.
"Sembro uno spaventapasseri!".
Io, offeso: "Basta, non chiedermi più di pettinarti! Volevo farti carina e invece tu piangi? Non c'è bisogno di piangere!".
La sera, forse per rompere il ghiaccio, mi si avvicina: "Papà, la tua rana è bellissima!".

Natale. Quest'anno niente sfarzi. Un sacco di tasse da pagare, di scadenze, di indicatori da estrapolare per verificare se abbiamo diritto a qualche spicciolo in più o no.
Io, oltre alla rana, mi sono regalato un profumo, quello che usavo nel 1999. L'ho acquistato a metà prezzo su internet.

Mica sono tanto cambiato in questi quindici anni. Ma è cambiato tutto intorno a me, anche grazie a me.

Il Natale a Palermo lo ricordo con lo scirocco. Le luci per le strade le davano una dimensione europea. Il Viale della Libertà illuminato la faceva assomigliare a Parigi.
I miei regali preferiti, da piccolino, erano dischi, radio e agende.
Oggi, se dentro al pacco trovassi un disco, una radio o un'agenda sarei felice come trent'anni fa.

Un ragazzo cui ho dato qualche consiglio, l'altra volta mi ha detto: "se non hai il coraggio di affrontare una scelta, di cambiare, non guardare a ciò che perdi ma a ciò che non perdi".
Ci sto ancora pensando. credo che questa frase abbia un significato immenso.

8 commenti:

  1. Bello l'episodio con tua figlia, dolce...e questo post ha il sapore di una confidenza fatta in famiglia, in tutta sincerità, fatta a persone di cui ti fidi. Grazie!
    Sì, la rana...effettivamente non potrei dire che mi piaccia....ma NON deve piacere agli altri, ma solo a te. E se quella rana ti smuove dentro, tienitela cara!!! Ci sono oggetti che ci ricordano la nostra storia, carichi di storia, o perchè ci identifichiamo con essi o perchè ci rivelano e conservano qualcosa di noi, qualcosa di prezioso che non deve andare perso.
    Anche il libro è una parte di te, e che parte!!! Capisco bene che al momento di pubblicarlo, tu avverta delle difficoltà: è una parte del tuo "dentro" e possono affiorare resistenze che neppure immaginavi.
    Cambiare o non cambiare??? Cambiare, certo, ma per far affiorare sempre più noi stessi, per diventare sempre più noi stessi. E credo che così...credo...rimanga intatto quel filo che lega passato e presente, il ragazzo di ieri e quello di oggi.
    Buon Natale, Bruno, e grazie di tutto!!!

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    1. grazie a te, le tue parole sono piene di dolcezza!

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  2. La tua rana è bellissima amico mio e sono sicurissima ti porterà molta fortuna...Follow that dream..ce la farai ne sono certa, hai una bella famiglia, cambia immagine quanto ti pare , ma sarai sempre tu, dolcissimo sincero come il tuo blog...
    Mi sono iscritta con piacere, sperando in un tuo gradito ricambio!
    Grazie e un abbraccio!
    http://rockmusicspace.blogspot.it/

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    1. Ciao Nella, benvenuta. Grazie, ricambierò.
      Farò una foto della mia rana. Mi direte se è veramente bella...
      ciao!!!

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  3. Anche senza foto, ne sono sicurissima , la tua rana è bellissima..
    Grazie infinite per la tua iscrizione , ne sono felicissima...
    Vado subito a salvare il tuo blog nel roll preferiti..
    Tutto il, bene del mondo per te!
    Baci!

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    1. grazie, poi mi saprai dire :-))

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  4. Bruno, tu non hai mai provato a scrivere racconti, vero?
    Se non l'hai fatto, dovresti provarci. Dico sul serio.
    Fammi sapere.
    AG

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    1. Non so da dove cominciare... in realtà ci ho provato ma mi sono fermato al terzo capitolo. Poi mi stufo.
      Ho problemi coi tempi. Non so se usare il presente, il passato, alternarli... Robe da quarta elementare.

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