Quest'anno ho perso la casa dalle persiane verdi. È stata venduta. La decisione non l'ho presa io.
È la casa delle mie estati, della mia infanzia perduta, del mare che non ho più accanto.
Ho sofferto molto per questa casa. Ho pregato che nessuno la comprasse o che, un giorno, l'avrei comprata io.
Invece, qualcuno l'aveva già adocchiata nonostante fosse poco meno di un rudere.
Per molte notti ne ho sognato ogni angolo. L'ho sentita mia, l'ho odorata, l'ho toccata. Ho pianto.
Fino a stanotte.
Uno di quei sogni di cambiamento.
Mi trovo lì, come altre volte, per un weekend. So che è stata venduta ma non me ne importa nulla.
Entra un tizio, credo un agente immobiliare e mi mostra la casa ristrutturata, alcune pareti non ci sono più, c'è un bagno dove non c'era, i pavimenti sono gli stessi, ci sono i vecchi mobili restaurati. In alto una specie di soffitta con un tetto a vetri dal quale si vedono la luna e le stelle. Mi accorgo del sacco dell'immondizia testimone della mia permanenza. Lo allaccio e lo prendo.
Sono colpito dalla bellezza della casa, è rimasta quella di prima ma notevolmente migliorata, ammodernata, con più confort.
Dico all'agente che mi piacerebbe prendere un caffè col nuovo proprietario anche per complimentarmi per la cura e il rispetto che ci ha messo nel rimetterla in sesto.
Così, con l'immondizia in mano, me ne vado. Più sereno. Con un vuoto un po' più colmo nell'animo.
Mi accorgo che non nutro sentimentalismi simili per le mie case passate, forse perché mi affeziono subito alle nuove, e non faccio in tempo a sedimentare tristezza. Forse col tuo sogno getti via un po' di malinconia assieme alla spazzatura..
RispondiEliminaE già! Quella era la mia unica casa passata. Non esiste più, come la mia giovinezza.
EliminaLa casa dove sono cresciuto, invece, c'è ancora. Ci abita mia sorella col mio papà novantaduenne. La casa in cui la sera papà mi rimboccava le coperte e io dovevo assicurarmi che tutti gli sportelli dell'armadio della camera fossero ben chiusi a chiave, affinchè nessun mostro venisse a turnarmi la quiete notturna. Sessant'anni dopo li guardo come tanti altri particolari, ci torno ogni domenica a salutare papà, e mi soffermo su mille ricordi che sgaiattolano da ogni quadro, ogni scrivania, ogni suppellettile.. rivedo i vecchi arredamenti, i giochi di bimbo, Belfagor in tv ma anche Colpo grosso con Smaila..
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